Seminario: Morte e Rinascita

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L’esperienza della Nascita è profondamente legata alla paura della morte, rappresenta il salto nell’ignoto dell’anima che si incarna e si appresta a vivere un’esperienza terrena, dimentica della sua reale natura. L’ingresso in questo mondo è gravato dal peso del bagaglio personale e quello derivante dall’albero genealogico. Inoltre il dolore per la perdita altrui ha cristallizzato gran parte della nostra energia fissando il dolore dell’abbandono e la nostalgia del passato. Affrontare la Morte, cambiare prospettiva, spogliarsi dell’abito costituito dall’immagine riflessa di noi stessi è un passaggio evolutivo fondamentale per smettere di credere nella fine inesorabile delle cose e imparare a fluire e accettare la trasformazione incessante della vita. Lo schema di nascita è fondamentale nella vita di ciascuno poiché si imprime profondamente nella coscienza del bambino determinandone uno schema di comportamento che reitererà tutta la vita. Già nel 1924 Otto Rank stampa il libro ” Il Trauma della Nascita”, dimostrandosi un precursore nella comprensione dell’imprinting potente che questo evento, dal concepimento alla fase dell’allattamento, esercita sulla struttura mentale dell’essere umano determinandone pensieri e comportamenti. Lo schema di nascita è lo schema della nostra vita. Rivivere la propria nascita significa ricontestualizzare un evento ricco di implicazioni emotive e liberarsi da condizionamenti e pensieri limitanti. L’energia liberata ritorna in circolo e va ad alimentare una nuova consapevolezza di se. Lo schema di Nascita (comprendente concepimento, gestazione, parto, fase post-natale) è una cristallizzazione di una serie di meccanismi compulsivi che ripetiamo inconsciamente ogni giorno, tutte le volte che ci innamoriamo di qualcosa o qualcuno, quando iniziamo una nuova relazione, quando scegliamo di cambiare qualcosa, quando lasciamo una persona, quando cambiamo casa, quando prendiamo una decisione, quando facciamo l’amore, quando lavoriamo, quando programmiamo un viaggio, quando mangiamo. Si può dire che riproponiamo tale schema in continuazione. Inoltre la fase di allattamento, che è evidentemente legata al nutrimento, influenza la capacità di dare e ricevere in generale, legata quindi alla sessualità, al successo, al denaro e al lavoro. E’ fondamentale per chi vuole divenire artefice consapevole della propria esistenza conoscere e sperimentare la conoscenza del proprio schema di nascita sciogliendo l’energia congelata in quel momento per renderla disponibile per uscire dai meccanismi compulsivi, conseguire con successo i propri obiettivi in ogni campo, migliorare le proprie relazioni e rendere più appagante la propria esistenza. L’esperienza è composta da una parte teorica e da una serie di esercizi preparatori, dopodichè ogni partecipante avrà la possibilità di essere seguito singolarmente nell’esperienza di ” Attraversare la Morte e Rivivere la propria Nascita”. Il Seminario ha la durata di due giorno e sono ammessi un numero limitato di iscritti . Programma: – La Morte come Trasformazione nella visione sciamanica e spirituale – Morti rituali e iniziatiche – Stabilire una connessione con la propria storia ancestrale, con il proprio albero genealogico e Sciogliere i nodi che ci impediscono di progredire -Trasformare e superare gli schemi ripetitivi che abbiamo ereditato dai nostri genitori e dai nostri antenati e derivanti dal nostro schema di nascita – Superare il trauma della Morte altrui – Rivivere la propria Nascita Sabato dalle 10:00 alle 18:30 e dalle 21:00 alle 00:00 Domenica dalle 10:00 alle 18:00 Insegnante: Sabrina Vaiani – Marco Maci

Eterea di Sabrina Vaiani – Via Roma 317/q , presso Via Roma Gallery int.6, Prato (PO)
Tel. 347.6122316 – info@eterea.it – P.Iva e C.F. 02127180970
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la ghiandola pineale

 

 

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La ghiandola Pineale, definita dagli Antichi “Terzo Occhio”,è una ghiandola endocrina, appartiene all’epitalamo ed è collegata mediante alcuni fasci nervosi pari e simmetrici (peduncoli epifisari), alle circostanti parti nervose. Le sue cellule, i “pinealociti” producono la melatonina che regola il ritmo circadiano sonno-veglia, reagendo alla poca luce.

Per Cartesio la ghiandola è il punto privilegiato dove Mente e Corpo  interagiscono attraverso l’intercessione dell’anima.

Egli scriveva:  Come si vede che questa ghiandola è la principale sede dell’anima.

Mi sono convinto che l’anima non può avere in tutto il corpo altra localizzazione all’infuori di questa ghiandola, in cui esercita immediatamente le sue funzioni, perché ho osservato che tutte le altre parti del nostro cervello sono doppie, a quel modo stesso che abbiamo due occhi, due mani, due orecchi, come, infine, sono doppi tutti gli organi dei nostri sensi esterni. Ora, poiché abbiamo d’una cosa, in un certo momento, un solo e semplice pensiero, bisogna di necessità che ci sia qualche luogo in cui le due immagini provenienti dai due occhi, o altre duplici impressioni provenienti dallo stesso oggetto attraverso gli organi duplici degli altri sensi, si possano unificare prima di giungere all’anima, in modo che non le siano rappresentati due oggetti invece di uno: e si può agevolmente concepire che queste immagini, o altre impressioni, si riuniscano in questa ghiandola per mezzo degli spiriti che riempiono le cavità del cervello; non c’è infatti nessun altro luogo del corpo dove esse possano esser cosí riunite, se la riunione non è avvenuta in questa ghiandola.”

Le informazioni ricevute dai campi di energia sottile attraverso la ghiandola pineale sono decodificate e trasmesse lungo la colonna vertebrale; viaggiano attraverso i canali della struttura energetica che compongono l’anatomia sottile dell’essere umano.

E’ una piccola antenna in grado di captare i segnali più profondi e decifrare i messaggi spirituali che possono risvegliare la consapevolezza della propria reale natura. Permette di  vivere esperienze dimensionali importanti, pertanto possiamo definirla come un “piccolo portale verso l’infinito”.

La percezione dell’essere umano è condizionata e determinata dalla ghiandola pineale, il suo risveglio è fondamentale per il percorso interiore.

Essa produce la melatonina che determina la qualità e la durata del sonno.
Regola anche i ritmi circadiani giornalieri e stagionali, i modelli di sonno /veglia che determinano i livelli di ormoni, i livelli di stress e le prestazioni fisiche.
La calcificazione è il problema più grande per questa ghiandola. Il fluoruro si accumula nella ghiandola pineale più di qualsiasi altro organo e porta alla formazione di cristalli di fosfato. Più la ghiandola pineale s’indurisce a causa della produzione di cristalli, meno melatonina viene prodotta disturbando il ciclo veglia/sonno. L’involuzione della Ghiandola Pineale avviene per mezzo di una scorretta educazione alimentare, per l’ assunzione infinitesimale ma costante e giornaliera di fluoro nelle acque negli alimenti e nei dentifrici, per la mancanza di meditazione e la costante adesione a modelli comportamentali stereotipati che costringono la mente a cristallizzarsi su pensieri e azioni ripetitive e autosabotanti.

il risveglio di questa ghiandola porta un rinnovamento nello spirito e nel corpo, rallenta il processo di invecchiamento, apre la mente a nuove intuizioni, consente di coltivare il processo di evoluzione e smettere di acconsentire a un programma di condizionamento costante e limitante.

L’essere umano crede di essere libero e di fatto non lo è, non può ritrovare questo stato fin quando non comprende che il suo corpo è un veicolo che deve imparare ad usare per permettere alla  mente di allinearsi con la verità invece di continuare a credere all’illusione che la nostra percezione limitata ci offre costantemente.

Il crystal mind agisce su questa parte, permette di accedere a quel tesoro inesplorato fatto di connessioni neuronali, di allineamento degli emisferi e di produzioni ormonali , nettare divino che riattiva la coscienza addormentata, caduta negli strati più oscuri della consapevolezza.

Il risveglio è un percorso che inizia con un impulso fatto di voglia di conoscere e prosegue con la volontà di acquisire strumenti per poter scoprire il vero essere che si cela dietro le barriere della personalità.

E’ una strada costellata di scoperte, di ostacoli e di ricadute ma in quei rari momenti in cui la verità si disvela e per un attimo l’ illusione crolla, tutto diventa pieno di significato e di indescrivibile luminosità e la ricerca torna ad avere senso.

Se l’istinto suggerisce quella direzione,  si può ignorarlo?  Si può davvero accettare di non conoscere la struttura del nostro essere e reprimere quella voce che insinua il dubbio sulla direzione e sul mondo conosciuto? Si può davvero credere solo a quello che vedono gli occhi?

Certo non si può credere a quello che altri raccontano se non si vive l’esperienza della ricerca, poichè la vera conoscenza non si acquisisce sui libri ma solo con il coraggio di provare ad andare oltre il conosciuto e la rassicurante favola che tutti contribuiamo a mantenere viva.

I sublimi paesaggi interiori, illusori anch’essi, sono rivelatori e ingannevoli, permettono di ritrovarsi e perdersi contemporaneamente, ma dietro le mille porte del sogno, sono nascoste le porte dell’infinito.

E un terzo occhio risvegliato, forse, può discernere l’una dall’altra.

 

 

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